Non vado più in India! Conclusa la missione di Riccione
di Francesca Fialdini/ 18/08/2004
Animazione in spiaggia, invito alla preghiera, canti balli e...adorazione eucaristica. Questi gli ingredienti della missione di spiaggia "Riccione 2004". E c'è chi giura: "è stato un successo!"
Ieri, ultimo giorno della missione di strada sulle spiagge di Riccione. Per dieci giorni duecento giovani missionari, di tutte le parti di Italia e appartenenti a diverse comunità o movimenti hanno animato il litorale adriatico al ritmo di “Chi ha sete venga me” (slogan dell’esperienza) e c’è chi giura: “è stato un successo”. “Questa è la quinta missione a cui partecipo quest’anno insieme alla mia comunità e devo dire che ogni volta è diverso, sempre molto bello. Perché il Signore prepara la strada, anticipa la nostra venuta preparando i cuori delle persone che incontreremo”. Così Davide Bonzato, responsabile della missione per la Comunità Nuovi Orizzonti di Roma.
“Una luce nella notte è il cuore delle nostre giornate, l’appuntamento fisso di ogni sera. Una chiesa del litorale rimane aperta per accogliere l’adorazione Eucaristica, mentre alcuni di noi vanno in strada ad invitare i giovani ad entrare. Mentre in chiesa qualcuno rimane ad animare l’adorazione, il gruppo musicale “Speranza nuova” anima la piazza con un concerto mentre lo spettacolo dei Jomyx attira l’attenzione in un altro punto della zona.In genere la chiesa rimane aperta fino alle due di notte ma capitano eccezioni. Ieri sera ad esempio siamo rimasti fino alle tre passate perché i giovani continuavano ad entrare. La cosa bella è stato vedere come molti di essi entrassero spontaneamente, prima ancora che i missionari li avvicinassero. Erano come attratti da Gesù”.
Scommetto però che erano i soliti bravi ragazzi di parrocchia…
“No! Affatto! È questa la sorpresa. Ad entrare erano quei ragazzi vestiti di tutto punto per andare in discoteca, magari con la cresta in testa, anche naziskin…davvero quelli apparentemente più lontani”.
Raccontaci un caso particolare…
“Ricordo un giovane che, ai missionari che lo hanno avvicinato, ha detto che presto sarebbe partito per l’India, incuriosito da Sai Baba. Ebbene, questo ragazzo in cerca di spiritualità non aveva mai messo piede in una chiesa. Alla fine è rimasto circa un’ora davanti a Gesù e quando è uscito ha detto: Non vado più in India!. Oppure, un giovane cristiano evangelico che avevo incontrato sulla spiaggia nel pomeriggio. Si è presentato la sera in chiesa perché colpito dai nostri volti luminosi e pieni di gioia, fermandosi a pregare con noi”.






