Duecento giovani missionari di cui centocinquanta in equipe fissa, capaci di sacrificarsi sia per i ritmi incalzanti, sia per la sistemazione per terra per la notte, sia per le 4-5 ore di sonno a notte che si riuscivano a malapena a raggiungere, sia per i pasti frugali, sia per i colloqui notturni che a volte capitavano proprio quando stavi cercando di andare a dormire dopo ore di cammino e ascolto, sia per i chilometri fatti a piedi e per mille altri motivi non elencabili, come ad esempio la convivenza tra tanti ragazzi e ragazze di culture e spiritualità diverse. Giovani dal Trentino fino alla Sicilia, dalla Scozia, dalla Costa dAvorio, dalla Francia, dalla Polonia, dalla Svizzera, dalla California
Gruppi e rappresentanti di dodici realtà ecclesiali diverse ognuna col proprio carisma e con un proprio modo di progettare e pensare levangelizzazione: la comunità delle Beatitudini, di Nuovi Orizzonti, le Sentinelle del Mattino di Firenze e di Verona, i Frati Minori Itineranti di Saiano (BS), le Suore Serve della Parola, i giovani di Jeunesse Lumière, lAldo e la sua Band, lAbramos band, le parrocchie di Riccione e Cattolica, la Comunità dei Servi di Maria, seminaristi e sacerdoti e giovani di varie diocesi italiane reclutati via internet
e pensare che a molti non è stato permesso di venire perché saremmo stati troppi! Cè stata la fatica di creare unità tra tante realtà così diverse, è costata tanta preghiera, umiltà, sacrificio e capacità di donazione, ma alla fine il Signore ha manifestato la Sua Onnipotenza dando spettacolo e confermando il Santo Padre su come i carismi diversi delle Chiesa uniti nellevangelizzazione siano una Potenza ineguagliabile.
Dopo due giorni di intenso ritiro spirituale a Rimini e di coesione per conoscerci e capirci, siamo stati sei giorni a Riccione e due a Cattolica in missione attiva. Ogni giornata missionaria era ben strutturata su solidi e travolgenti momenti di preghiera comune e personale, a cominciare dalle lodi scoppiettanti e cariche di balli e canti la mattina, precedute dallAdorazione Eucaristica silenziosa, poi con la preghiera delle tre del pomeriggio prima di andare ad evangelizzare, con unintensa invocazione allo Spirito Santo e un mandato particolare ogni giorno diverso (benedizione del Punto Giovane, bacio dellicona della Madonna, benedizione dei sacerdoti sulla fronte, preghiera gli uni sugli altri,
), il culmine è sempre stata la Santa Messa serale delle sette che mai poteva essere meno lunga di unora e mezza perché ricca di canti e balli e preghiera spontanea e segni commuoventi e divinamente ispirati (il perdono gli uni gli altri e ai non presenti attraverso persone che ci ricordavano tali persone, la benedizione personale del diacono sulla testa con la Sacra Bibbia,
), infine lultimo appuntamento era sulla Chiesa del corso principale di Riccione o sulla spiaggia di Cattolica dove dalle dieci fino alle due mezza di notte cera lAdorazione Eucaristica cui venivano invitati tutti i ragazzi incontrati.
La mattina serviva per lavorare e prepararsi per le testimonianze, i contatti personali, i musicals, i concerti, i cabaret, i giochi per i bambini, lanimazione in spiaggia, e ogni altra azione di evangelizzazione, divisi in gruppi che ogni due giorni cambiavano in modo tale che ognuno facesse tutte le modalità possibili. Il pomeriggio e la sera e la notte si andava due a due a evangelizzare, ad esclusione dellequipe che facevano danze ebraiche, animazioni di spiaggia o di piazza, le testimonianze o davano i palloncini ai bambini con scritto Gesù ti Ama e così potendo entrare in dialogo coi genitori
E stata davvero una Missione meravigliosa. Prima di tutto è bene rendersi conto che lobiettivo è stato pienamente centrato perché si voleva una missione giovani in cui ci fosse il primo Annuncio e si potesse portare quanti più fratelli possibile ad un incontro personale davanti a Gesù. Non abbiamo mai voluto fare discussioni intellettuali, nonostante spessissimo ci veniva obiettato il dissapore personale verso la Chiesa come istituzioni e verso errori commessi da sacerdoti o cristiani, ma ognuno dei missionari aveva semplicemente nel cuore un Fuoco ardente dAmore e di Gioia da voler condividere, voleva testimoniare come Dio ci vuole un mondo di bene e attende continuamente che Gli apriamo la porta del nostro cuore. Alle obiezioni sugli errori della Chiesa, in qualità di figli della Chiesa, chiedevamo perdono consapevoli che la Chiesa è fatta di uomini e che lo Spirito Santo è però al di sopra dellazione umana. I volti di quanti si sentivano rispondere che chiedevamo scusa, sulla scia del Santo Padre, e che ci proponevamo con tutte le nostre forze di fare del nostro meglio per cambiare noi stessi dallinterno della Chiesa, erano completamente stupiti e a volte si tiravano indietro, oppure commossi accettavano le scuse e il concreto proposito ad una conversione. Lannuncio è semplice: Gesù Cristo, il Figlio di Dio è morto per me e per te, è Risorto e vuole colmarti della Gioia piena che inutilmente cerchiamo a destra e a sinistra senza mai trovarla.
Le persone venivano evangelizzate con concerti, con danze e svariate iniziative come lanimazione in spiaggia stile villaggi turistici, in cui si radunavano centinaia di persone e giovani, che oltre a musiche e balli divertenti sentivano testimonianze toccanti e profonde e venivano invitate a pregare insieme, così come si è realizzato ogni pomeriggio con una spiaggia intera che si teneva per mano recitando il Padre Nostro.
Comunque tra tutti i possibili approcci, alla fine il privilegiato era landare due a due così come Gesù ha scelto di inviare i discepoli, senza sicurezze, ma con grande zelo per tutti i figli di Dio Padre che ancora non sanno quanto Amore Lui voglia donarGli. Ognuno agganciava i giovani con un proprio stile personale, ma generalmente linizio era contraddistinto da un ascolto profondo, un come stai? o cosa pensate di Dio?
da lì nasceva la normale curiosità a sapere il perché del nostro interessamento e la possibilità dun annuncio puramente kerigmatico, seguito dalla proposto attorno alla quale ogni iniziativa della missione, in fin dei conti, ruotava: linvito allAdorazione la sera nella Chiesa allestita sulla via principale di Riccione o sulla spiaggia di Cattolica con fiaccole e tenda per il Santissimo Sacramento, spiegando che ci sarebbero stati giovani pronti ad accoglierli per accompagnarli alla preghiera, potendo scrivere delle intenzioni personali su un foglietto che avrebbero messo in un cestino sotto lEucarestia, pescando poi un biglietto con un passo del Vangelo che sarebbe stata la Parola del Signore per loro in quel preciso momento. Inoltre ben duecento missionari e numerose parrocchie avrebbero pregato per quanto avrebbero scritto sul bigliettino nei giorni seguenti, così come abbiamo fatto in ogni santa Messa e in ogni momento di preghiera comunitario. Linvito, insomma, era semplice: passare qualche minuto in silenzio davanti a Gesù, aiutati da vari strumenti se a loro fosse piaciuto servirsene. Incredibilmente migliaia di giovani dalle 22.00 alle 2.30 hanno continuamente riempito le Chiese, giovani davvero spinti dallo Spirito Santo, convinti da parole semplici o da inviti timorosi, a volte flotte di giovani accompagnati da due missionari alle prime armi che li avevano fermati nel famosissimo viale Ceccarini di Riccione o in piazza Primo Maggio a Cattolica. Giovani tatuati, con le creste e capelli colorati, o rasati, giovani pieni di piercing ed orecchini, migliaia di ragazzi che da anni non entravano in una Chiesa, se mai ci fossero stati.. giovani che si inginocchiavano, scrivevano la loro preghiera e davanti a Gesù nellEucarestia iniziavano a piangere, si incantavano e poi decidevano da soli, o dopo un invito, di andare a Confessarsi da uno dei tanti sacerdoti a disposizione. Miracoli su miracoli. Ricordo bene moltissimo incontri personali vissuti e i volti e i nomi e lopera misteriosa di Dio
ma dovrei scrivere un libro solo per quelli contattati da me e dal missionario che si trovava con me in quel momento.
Ricordo con commozione molti ragazzi e ragazze fermati anche con insistenza lungo il bagnasciuga che sono stati capaci parlare delle loro situazioni personali consegnandomi tesori unici e delicate confidenze come il sentirsi diverso per lomosessualità o per problemi di diverso genere, il vuoto interiore di un non senso da colmare, le ferite ricevute da rappresentanti della Chiesa in momenti fondamentali di bisogno daiuto. Volti sorridenti e distesi nel sentirsi liberi di poter dire a qualcuno qualcosa che da tempo era chiuso nel cuore e che pesava, volti che iniziavano a schiarirsi sentendo un annuncio e una testimonianza di speranza e sentendo parlare di un Dio che li Ama dal profondo e che li cerca e vorrebbe parlargli se si mettessero nelle condizioni adatte, occhi che brillavano sentendo davvero unempatia profonda e un amore gratuito di Dio mediato da noi poveri e deboli missionari. Alla proposta di pregare con noi in spiaggia lì sul momento non tutti sono stati capaci di accettare, alcuni han chiesto di pregare per loro promettendo che la sera sarebbero venuti in Chiesa ma non sentendosela di farlo subito, comunque la maggior parte ha accettato, abbastanza sbalordita, di fare il Segno della Croce, di prenderci per mano e farci fare un breve preghiera spontanea per loro, concludendo con unAve Maria o un Padre Nostro: rimanevano colpitissimi e sempre ci hanno ringraziato di cuore commossi, come se avessimo dato loro la cosa che da sempre cercavano e che non pensavano di trovare lì mentre passeggiavano lungo il mare, o mentre prendevano il solo su un lettino sotto lombrellone. Giovani che tutto avrebbero potuto fare, ma dallaspetto mai si sarebbe potuto ipotizzare che avrebbero pregato con noi, eppure non ci sono stati rifiuti, anzi, pochissimi. Generalmente proprio chi iniziava con un io sono ateo o non mi interessa o credo solo in me stesso, finivano in ginocchio davanti a Gesù con le lacrime e non ci lasciavano più ringraziandoci continuamente. Sempre, alle 2.30 di notte dovevamo chiudere le porte della Chiesa e dire ai giovani dentro di andare via perché dovevamo mettere apposto e andare a dormire quelle poche ore necessarie per continuare il giorno seguente. Alcuni, dopo lesperienza di preghiera della sera, dopo esser stati in discoteca, si sono presentati alle 6.15 della mattina davanti alla porta della Chiesa per entrare a salutare il Signore e la perpetua stupita e commossa cha detto che mai, in tanti anni, ha mai visto una cosa del genere. Ricordo due giovani fermati a Cattolica lultima sera, inizialmente duri e con un muro di difesa forte, alla fine hanno accettato solo di venire a vedere di cosa si trattava, poi li ho visti essere accompagnati nel portare la preghiera scritta nel cestino davanti allEucarestia e di nuovo più tardi li ho incrociati tornare a pregare da soli in silenzio, mi han visto, mi son venuti vicini e con le lacrime mhan chiesto scusa per come si erano comportati quando li avevo fermati e mi continuavano a ringraziare
Fallimenti non ce ne sono stati, ogni annuncio fatto, anche se non accettato è stato un seme, è Dio poi che farà crescere, inoltre cè sempre la libertà delluomo da rispettare. Fallimentare mi sembrava il colloquio con un giovane che, fermato davanti ad un luogo di spaccio di droghe chimiche e sintetiche, ha deciso comunque di acquistarne e andarsene, avevo fatto leva non solo sullannuncio dellAmore di Dio, ma anche e soprattutto sul perché avesse bisogno di stupefacenti per vivere, sul motivo per cui non riusciva a stare lucido e ad affrontare la vita al cento per cento; alla fine ha ammesso che ha un vuoto profondo da colmare e che sa di sbagliare, mha confidato davere la leucemia e di voler sballarsi continuamente perché non ama questa vita, sembrava avesse ragione lui e quando ci siamo salutati e gli ho promesso la preghiera, nonostante mi sembrasse fosse stato tutto inutile, lui mha detto: grazie perché avete dedicato del tempo per me, per ascoltarmi. Molti giovani in qual luogo han riflettuto, due volevano buttar via ben 44 euro di spesa appena fatta. Alcuni da lì son venuti in Chiesa a pregare e si sono anche confessati! Molti sulla panchina ci attorniavano con gli occhi sbarrati e le bocche spalancate desiderosi di ascoltare lannuncio dun Dio così pazzo dAmore che ha sacrificato tutto per noi uomini. Ci facevano domande e sempre più stupiti sembrava che gli si fosse aperto un mondo mai considerato o sempre visto con distorsione, gioiosi daverci incontrato e daver incontrato Gesù ci han lasciato davvero con affetto, e pensare che erano là per prendere droghe micidiali che li distrugge piano piano. Del tutto fallimentare mi sembrava il colloquio con un ragazzo che è venuto fin davanti alla Chiesa e tentennava in un combattimento interiore indeciso tra lentrare o il restare fuori, nonostante suo fratello e i suoi amici fossero già tutti appena entrati, molti minuti sono trascorsi e lo ascoltavo nel suo dolore, ho vissuto il suo vuoto e le sue ferite, avrei voluto abbracciarlo e proteggerlo, lho anche stretto e aveva le lacrime, alla fine, improvvisamente ha scelto, sconsolato e con gli occhi lucidi, di andarsene via di corsa, è proprio scappato allimprovviso. Sono rimasto male, ho capito il suo dolore, anche perché ho vissuto quello stati dinferi nel mio passato. Non sapevo più neppure io cosa fare, ma la mia compagna devangelizzazione Katia mha proposto di pregare noi per lui e così abbiamo fatto: nonostante ancora ora avverta quella sua sofferenza, so che Dio me lha affidato in preghiera e questo mio fratello lo poterò sempre con me convinto che lAmore è più forte, lAmore vincerà.
Un ultimo episodio che voglio scrivere riguarda la prima sera a Cattolica, dopo che, non avendo individuato Chiese su vie di passaggio della città, si è riuscita con tutti i permessi necessari ad allestire una Chiesa sulla spiaggia, proprio dietro la piazza principale, ma ben isolata grazie ad un albergo imponente che è tra i due luoghi. Quella sera era tutto perfetto: concerto stile gospel e spiritual in una piazza gremitissima in cui ogni tanto veniva annunciato che cera la Chiesa allestita al bagno 45, tantissime coppie di missionari in tutte le vie pronti a evangelizzare e accompagnare in Chiesa, le danze ebraiche sempre in piazza, animazioni di strada in vari punti, la Chiesa sulla spiaggia con icone illuminate, tenda che attendeva larrivo dellEucarestia nellostensorio, sacerdoti ai lati con le sedie, sdrai e lettini, tappeti, fiaccole e torce, impianto musicale e gruppo di animazione. Invece inizia a piovere, la situazione precipita e dobbiamo coprire tutto coi teli e la gente scappa dalle piazze rifugiandosi ai lati sotto le strutture presenti. I nostri giovani con grandissima fede si riuniscono al centro delle varie piazze e nella Chiesa allaperto e ininterrottamente cantano lodando Dio e danzando sotto la pioggia, io mi trovavo là vicino con padre Pièrre, iniziamo a pregare insieme e poi diciamo a chi era con noi che eravamo certi che se sarebbe arrivato il Santissimo Sacramento avrebbe smesso di ipovere, così telefoniamo dando il via perché fosse portato: appena, dopo un quarto dora, arriva il sacerdote con lEucarestia, smette di piovere e tutti commossi ringraziano Dio. Per tutta la notte non ha piovuto e tutto è ripreso come prima in modo incredibile! Una signora che dallalbergo di fronte ha assistito alle scena dei preparativi, della preghiera costante dei giovani sotto alla pioggia, allarrivo dellEucarestia e del fermarsi della pioggia, è scesa, è andata e pregare e poi sè confessata, infine è venuta da noi dicendoci che erano anni che non andava in Chiesa e non si confessava, ma che aveva assistito a tutte quelle scene dalla stanza del suo albergo e sentiva una spinta a scendere e a venire da noi, successivamente, arrivata davanti allEucarestia in ginocchio, aveva sentito una spinta forte ad andare da un sacerdote per la Confessione. Incredibile! E stato Dio stesso a evangelizzare e sè servito della pioggia che molti di noi, nel cuore, avrebbero maledetto in quel momento.
La missione è stata organizzata in modo impeccabile, tanti carismi diversi Uniti dal unico ideale devangelizzazione, tanti giovani disposti al sacrificio e a dormire per terra, tante risorse spese per la preparazione e per laereo che volava con lo striscione e i cartelloni nelle città e nellautostrada, le magliette e i 45.000 volantini, giornali su giornali, interviste radio e televisive stupite che han propagato la notizia di questevento straordinario per tutta lItalia, migliaia di giovani portati davanti a Gesù, i pranzi e le cene offerte nella settimana di ferragosto dagli albergatori locali, i giovani del luogo impegnatissimi grazie al Punto Giovane, organizzazione locale della Pastorale Giovanile, i concerti, le animazioni,
tutto meraviglioso, ma alla fine ciò che conta e che ha fatto la differenza, è stato lo Spirito Santo e la protezione della Mamma Celeste che ci ha aiutati ad essere Tabernacoli Viventi, come lo è stata Lei, in giro per le strade e le spiagge. Quando una Missione riesce in modo magnifico così come questa, il rischio grande è quello dellorgoglio e del pensare che è stato grazie ai nostri meriti, ma, fortunatamente, noi sappiamo benissimo quanto siamo limitati, quanti errori abbiamo commesso, e come Lui davvero ha scelto i deboli per confondere i forti, ha voluto manifestare la Sua Onnipotenza sulla nostra debolezza. Lode e gloria a Te Signore Gesù!
Davide Banzato
Responsabile Apostoli dellAmore
Equipe di Evangelizzazione
Della Comunità Nuovi Orizzonti
Un Punk con la cresta arancione e pieno di piercing inginocchiato davanti al Santissimo esposto in chiesa, un gruppo di Naziskin raccolti in unora di adorazione davanti a Gesù Eucaristia, un gruppo di ragazzini che dopo la confessione consegnano ai missionari la droga appena acquistata, giovani e adulti che in ginocchio si sciolgono in lacrime, una piccola folla di giovani che alle 6,15 del mattino aspetta lapertura della chiesa per adorare Gesù e ringraziarlo
Questi sono solo alcuni dei frutti inimmaginabili della Missione svolta a Riccione e Cattolica.
Tutto è iniziato con un sogno dei Parroci di Riccione, don Franco e don Romano e di Cattolica, don Biagio, che si è incontrato con il sogno di don Andrea, responsabile dellevangelizzazione per la Diocesi di Verona, di fare qualche cosa per annunciare Gesù ai giovani di queste Città. Questo sogno è diventato sempre più realtà man mano un numero crescente di giovani rispondevano allappello di essere evangelizzatori per i loro coetanei. Così si è giunti al fatidico 8 agosto 2003, quando nel tardo pomeriggio nel seminario di Rimini è iniziata ufficialmente la Missione. Iscritti eravamo circa 150 giovani provenienti da 10 Comunità differenti: Nuovi Orizzonti di Roma, Sentinelle del mattino di Verona e di Firenze, Comunità delle Beatitudini di Sovere, Erice e Rocca Antica, Serve delle Parola di Assisi, Fraternità monastica di Gerusalemme, Punto giovane di Riccione e Cattolica, Missionari di Maria di Pistoia, Jeunesse Lumiere dalla Francia e la nostra Fraternità Itinerante dei Frati Minori di Lombardia. Tutto il gruppo aveva un tocco di internazionalità, con presenze provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dalla Polonia, dalla Costa dAvorio, dalla Nigeria edagli Stati Uniti. Oltre a questi giovani, vanno aggiunti i componenti di due gruppi musicali che hanno fatto spettacoli nelle varie serate: la Abramos band di Chiampo (VI) e la Aldo e la Sua band di Verona. Alcuni di questi giovani provenivano da esperienze drammatiche, come hanno testimoniato di fronte a centinaia di persone che ascoltavano attentamente. Chi era stato strappato da Gesù da una situazione di droga e carcere, chi dalla strada, chi dal vendere il proprio corpo come viados, chi dal gruppo di naziskin. La cosa fantastica è stata che il Signore si è servito di tutti per farsi annunciare ai giovani di Riccione e di Cattolica. Possiamo dire che tutto questo gruppo di evangelizzatori rappresentano i rami su cui sono spuntati i frutti citati allinizio. Questi rami sono innestati saldamente sul tronco: Gesù Cristo. Infatti il denominatore comune a tutti questi giovani evangelizzatori era unesperienza viva di Gesù vivo nella propria vita. Si respirava una grande passione per il Signore Gesù, un desiderio di trasmetterla agli altri, perché la gioia che Egli portava potesse diventare la gioia anche di altri giovani e non giovani. Un unico Signore annunciato in modi differenti e con sensibilità differenti. Che cosa abbiamo fatto in quei dieci giorni ? I primi tre sono stati di formazione e di preghiera, soprattutto per creare unità in questo gruppo così variegato. Con lunedì 11 agosto, s. Chiara dAssisi è iniziata la vera e propria Missione. Dopo colazione, alle nove cera la preghiera di lode, molto coinvolgente e adatta a cancellare le paure e le tracce di stanchezza del giorno precedente. Successivamente vi era un insegnamento e poi il lavoro per atelier, ossia gruppi di interesse che preparavano lattività per il pomeriggio. Dopo pranzo, alle quindici ci si ritrovava in chiesa per la preghiera allo Spirito Santo prima di partire per i vari luoghi di animazione. Verso le quattro i vari gruppi raggiungevano le loro destinazioni. Il gruppo animazione di spiaggia proponeva balli e giochi in riva al mare. Non di rado attorno ad esso si radunavano cinque/seicento persone, tanto sapevano essere coinvolgenti gli animatori. Di tanto in tanto si faceva una pausa durante la quale un giovane dava la sua testimonianza dellincontro fatto con Gesù. Alla fine tutti erano invitati a fare insieme una preghiera. Intanto che questo gruppo svolgeva la sua attività, coppie di giovani evangelizzatori dialogavano con le persone sotto gli ombrelloni, dicendo che Gesù è vivo, che si è fatto incontrare nella loro vita, che sono testimoni del suo amore e che Egli desidera incontrarli per renderli felici. Il colloquio terminava con un invito agli incontri della sera. Non di rado a qualcuno spuntava una lacrima e qualcun altro apriva il libro della propria vita davanti a questi giovani evangelizzatori. Altri gruppi animavano i bambini in spiaggia, mentre il nostro camper, fungeva da centro dascolto mobile in varie zone del litorale. Ogni gruppo aveva sempre giovani disponibile a dare la testimonianza delle meraviglie che il Signore aveva operato nella loro vita. Alle ore diciannove celebravamo la s. Messa. UnEucaristia molto gioiosa e coinvolgente, che non durava meno di unora e mezza. Al termine una cena molto sobria e linvio nei vari luoghi di evangelizzazione. I Missionari dsi dividevano in tre gruppi. Un gruppo animava la serata con musiche e danze in una piazza di Riccione o Cattolica. Un altro gruppo si muoveva in coppia e girava per le strade ad incontrare i giovani. Un terzo gruppo animava la preghiera notturna in una chiesa. Su questo vorrei spendere una parola perché è stato il piatto forte di tutta la Missione. Abbiamo assistito letteralmente a dei miracoli. Chi avrebbe potuto immaginare di vedere inginocchiati davanti allEucaristia circa mille giovani per sera ? Chi avrebbe potuto , anche solo sognare, che circa duecento persone ogni sera si riconciliavano con Dio e i loro fratelli, anche dopo decenni di lontananza ? Dobbiamo dirlo e annunciarlo a tutti: il Signore ha agito con potenza e misericordia. Si è verificata una bellissima collaborazione tra i giovani e Dio. I giovani evangelizzatori sono stati disposti a perdere la faccia per amore del loro Signore e annunciarlo e testimoniarlo agli altri giovani. Dio ha toccato i cuori e molti si sono lasciati accompagnare in chiesa. Qui un altro gruppo di giovani evangelizzatori accoglieva quelli che la Grazia di Dio aveva inviato. Veniva proposto di scrivere su un bigliettino una preghiera. Poi chi accoglieva accompagnava davanti allEucaristia ed insieme pregavano, magari mano nella mano o con una mano amica sulla spalla. Infine si invitava a pescare un foglietto con scritta una Parola di Dio e si invitava liberamente alla confessione o a un colloquio con i sacerdoti. Non di rado la coda giungeva quasi alla porta della chiesa, in attesa di inginocchiarsi davanti a Gesù Eucaristia. I sacerdoti confessori sono stati testimoni di riconciliazioni commoventi e toccanti.A Cattolica, non essendoci una chiesa vicino ai luoghi di incontro dei giovani, si è allestita una chiesa allaperto sulla spiaggia. E stato bellissimo rivedere Gesù in riva al mare che ancora chiamava a se le moltitudini in un clima suggestivo di silenzio, canti sommessi e fiaccole che illuminavano il buio della notte. Questo albero ideale che ho descritto, ha delle radici profonde che hanno permesso la maturazione dei frutti. Le radici non si vedono, ma sono fondamentali. Sono costituite dalla morte e risurrezione di Gesù; per esse prende vita tutto il resto. I giovani missionari hanno partecipato alla fecondità di queste radici offrendo i loro sacrifici, le loro preghiere, la loro obbedienza per mantenere lunità in un gruppo così eterogeneo. Siamo stati aiutati da molte persone: ammalati che hanno offerto la loro sofferenza, da amici che hanno offerto i loro servizi e da cinquanta Comunità religiose che hanno offerto preghiere e sacrifici per la riuscita della Missione. Riguardo ai sacrifici dei giovani missionari, oltre al caldo ne cito uno per tutti. Un nutrito gruppo di evangelizzatori si era fermato fino alle tre del mattino in una chiesa per accogliere i giovani e per smontare lattrezzatura per lallestimento della chiesa notturna. Arrivati alla fermata dellautobus hanno avuto la sorpresa di vedere che dopo quellora le corse diventavano molto rare. Hanno deciso di fare a piedi la strada per tornare allalloggio. Circa sei chilometri in aggiunta a tutta la fatica della giornata. Sono arrivati oltre le quattro del mattino e dopo una doccia sono andati a dormire. Incredibilmente qualche ora dopo erano presenti alla preghiera per lodare il Signore anche per quellinconveniente. Lalbero ha dato frutto perché costantemente è stato avvolto dal sole dello Spirito Santo, che è Colui che santifica e da la vita. Abbiamo constatato che lo Spirito aveva già lavorato nel cuore di molti giovani, solamente cera bisogno di chi andasse a coglierli. Dio Padre cerca giovani evangelizzatori che abbiano fatto esperienza dellincontro con suo Figlio Gesù, affinché vadano ad annunciarlo ai loro coetanei. Sembra incredibile, ma molti giovani che affollano le vie di Riccione e di Cattolica, o di qualunque altro luogo che promette felicità, in realtà stanno cercando Gesù, lunico che può dar loro la vera gioia. Quando qualcuno glielo dice i loro occhi si illuminano e sono disposti ad incontrarlo, anche alle due del mattino in riva al mare. Lì il compito materiale dellevangelizzatore di strada termina, discretamente di fa da parte per lasciare che quellanima incontri lamore del suo Signore. Ora non resta che pregare per quel figlio ritornato a casa e affidarlo alle cure materne della Chiesa locale che lo aiuterà a crescere. I nostri occhi hanno visto cose grandi e vogliamo testimoniare che lo Spirito del Signore è allopera. Concludo con le parole del Papa Giovanni Paolo II: Vedo albeggiare una nuova epoca missionaria, che diventerà giorno radioso e ricco di frutti, se tutti i cristiani e, in particolare , i missionari e le giovani chiese risponderanno con generosità e santità agli appelli e sfide del nostro tempo. (Redemptoris missio, nr. 92).
Fra Marco
Della Fraternità Itinerante
dei Frati Minori della Lombardia






